La San Vincenzo a Vicenza

La San Vincenzo de' Paoli è sorta a Vicenza per opera di cattolici particolarmente sensibili, a fronte di gravi problemi di carattere economico, sociale e sanitario, originati a seguito della grave epidemia di colera che colpì la città nel 1855.

Lo spirito che anima l'attività di questi primi volenterosi si riassume in:
visita a domicilio, aiuto economico, supporto morale, condivisione e conforto; termini che rispecchiano lo spirito vincenziano.

Da questa esperienza sorse l'idea di fondare una associazione e, venuti a conoscenza che già ne esistevano a Bologna e a Genova, ne chiesero lo Statuto ed il regolamento e tutto ciò che fosse utile per conoscere questa nuova Opera.

Nel 1858 Giacomo Zanella, nel suo "Discorso letto alla Adunanza Generale della Conferenza a Venezia", ricorda la nascita della Conferenza a Vicenza nel 1856.
I fondatori studiarono, quindi, l’organizzazione e ne decisero la costituzione.

Il Vescovo Giuseppe Cappellari, con una lettera del 7 febbraio 1856, diede la sua approvazione.

Il 9 febbraio 1856 nasce quindi la prima Conferenza della Cattedrale, il Vescovo Cappellari assume la presidenza onoraria e viene tenuta la prima adunanza. Il 31 marzo 1856 la Conferenza viene regolarmente aggregata al Consiglio Generale di Parigi; il 10 gennaio 1845 la Società, con un "breve" di Gregorio XVI, ottiene l’approvazione ufficiale di Roma e il beneficio delle indulgenze per i suoi membri; i cattolici di oggi attribuiscono poca importanza alla dottrina delle indulgenze, ma nel secolo scorso essa era tenuta in grande considerazione.

I fondatori della Conferenza di Vicenza erano per lo più giovani che si erano formati nell’Oratorio di San Filippo Neri.

Nasce così la prima Conferenza della Cattedrale, con 36 soci attivi e 70 soci onorari.
Questo testimonia la sensibilità e l'intelligenza dei vincenziani vicentini, che sentono di dover operare per rimuovere le cause della miseria, proponendosi di dare un lavoro ai disoccupati, coinvolgendo gli artigiani, consapevoli che, stimolando la persona a ottenere i mezzi per il proprio sostentamento, si esalta la dignità umana.

Con l'aumento del numero dei soci, la prima Conferenza si divise in due, una detta della Cattedrale e l'altra di Santo Stefano, e, in ordine al Regolamento, per mantenere l'unità d’azione, fu costituito nel maggio 1857 il primo Consiglio Particolare, che ne raggruppava i loro rappresentanti. Questa divisione è attestata anche dal ritrovamento, nell'archivio della San Vincenzo di Santo Stefano, delle preghiere del vincenziano, parte in latino e parte in italiano, con l’"imprimatur"di Papa Pio IX del 1859.

Le due Conferenze si ampliarono in breve tempo, sia perché i fondatori erano persone che si erano fatte conoscere per l'opera prestata durante la calamità del 1855, sia perché essi ricoprivano cariche pubbliche, anche nella Commissione di Beneficenza del Comune.

Nel 1861 le Conferenze diedero vita all'Opera del Patronato dei Giovinetti Artigiani per la santificazione del riposo festivo, e alle cucine economiche, di cui la prima fu aperta in un locale comunale a San Rocco.

Il giorno di Pentecoste del 1862 si costituiva una Conferenza speciale di giovani per sostenere l'Opera del Patronato, con lo scopo di visitare gli artigiani più giovani nelle loro botteghe. La casa del Patronato si trovava a San Domenico e vi partecipavano anche due insegnanti di ginnastica, per dare la possibilità ai giovani sui vent'anni di trascorrere il tempo libero.

L'anno successivo, sotto la tutela della Pia Opera di San Pietro, con la quale la Conferenza del Patronato aveva tenuto una stretta collaborazione, venne aperta una scuola serale per adulti.

Ma non solo, dal 1862 sarà curato dalle Conferenze anche l'Oratorio di San Pietro, che sarà seguito da quello di San Filippo Neri (1872) e del Patronato Leone XVI (1890).

In seguito, nel 1894, si aggiungevano la Conferenza di San Filippo Neri, nel 1900 quella di San Michele e nel 1906 si celebrava il cinquantesimo di fondazione della Società.

La gioventù era un pensiero sempre presente nel Consiglio Particolare, ma occorreva una vera casa del Patronato, che a Vicenza mancava.
A seguito del cinquantesimo anniversario della fondazione, nel 1883 si progetta la costruzione di un Patronato: la Provvidenza rese possibile, grazie ad una donazione, l'uso gratuito dell'antica chiesa e del monastero di Santa Chiara alle Conferenze di San Vincenzo.
Così, per la festa di Santa Chiara del 1885, a cura e a spese delle Conferenze, fu completato il restauro della chiesa e si inaugurò la Casa del Patronato, con l'Oratorio. Nel 1886 fu aperto l'Asilo Diurno per i ragazzi più poveri, che non potevano pagare nessuna retta, e più tardi il Convitto per gli orfanelli rifiutati dagli altri istituti. Le Conferenze contribuirono anche al mantenimento delle Suore Poverelle.

Santa Chiara sarà per le Conferenze l'Opera speciale prediletta, nel 1925 sarà integrata dall'Asilo San Vincenzo de' Paoli, ampliato nel 1933 a ricordo del centenario della nascita della Società. Frattanto sorgevano migliaia di Conferenze in ogni parte del mondo, disseminate in tutte le città d'Europa, in Arabia, in India, in Cina, in Birmania, in Africa; crescevano rigogliose negli Stati Uniti d'America, nelle Antille e si diffondevano in tutti gli stati dell'America del Sud ed in Australia.

Con il gran numero di Conferenze sorte nel mondo, venivano istituite anche a Vicenza nuove Conferenze in tutte le parrocchie urbane, per far fronte alle necessità di tante famiglie strette nel bisogno.

Sembra proprio che il germe della carità a Vicenza sia stato seminato in tempi molto lontani, raccolto da San Vincenzo de' Paoli, curato e perfezionato da Federico Ozanam, pur nel breve periodo della sua vita, durata quarant'anni.